Tra i GIGANTI del cielo

Le Aquile

Un esemplare di aquila adulta

Ho sempre desiderato ammirare le aquile, e adesso eccomi qua a due passi da questi magnifici animali che dominano i cieli. Lo scorso weekend ci siamo diretti verso Squamish, una cittadina immersa tra le montagne e fiumi non lontana da Vancouver. Fino a fine Febbraio è uno dei posti migliori per poter ammirare questi esemplari di aquila, in quanto i fiumi sono densi di salmoni che risalgono le forti correnti in cerca di un luogo perfetto dove deporre le uova. "Bald Eagle" è il nome della specie a cui queste aquile appartengono. Gli adulti sono facilmente riconoscibili dalla bianca testa e dal becco giallo vivo.

Un esemplare giovane

Abbiamo speso la giornata camminando lungo i fiumi che dalle alte montagne attraversano le valli ancora innevate e si dirigono verso l'oceano pacifico. Decine e decine di aquile appollaiate sui rami più alti degli alberi scrutando il cielo e le acque ci hanno fatto compagnia, volando sopra le nostre teste e chiamandosi a vicenda, giocando tra loro e litigando per un pesce appena catturato. 

Un giovane esemplare di "Bald Eagle" accompagnato da un adulto (a sinistra)

E' irreale trovarmi a vivere in un luogo dove volano le aquile. Un sogno che si avvera e che continua.

Periodo Buio

Rialzarsi dopo una "caduta"

Sono passati ben 4 mesi dal mio ultimo post sul blog, per scelta e per staccarmi da certe cose. Il progetto di completare la Via Alpina non mi è riuscito per via di una brutta malattia che ho dovuto combattere per un paio di mesi. Arrivato in Svizzera intorno a ferragosto mi sono scontrato con una marea di turisti e non trovando posto nei rifugi mi sono detto "ok prediamoci due settimane di pausa e riprendiamo a settembre"..cosi sono tornato a casa per riposarmi un po' e lasciare che la stagione turistica volgesse al termine. Appena giunto a Fagagna mi sono accorto di alcune strane macchie sulla gamba destra e con l'aggravante dal fatto che non mi sentivo al meglio della condizione mi sono recato dal medico di famiglia per un consulto. Dopo i dovuti prelievi del sangue ho ricevuto il responso: Morbo di Lyme, preso da una zecca. Una di quelle malattie bastarde, difficile da debellare ma curabile da qualche anno. Per uno come me sempre in giro in cerca di nuove avventure è stato un duro colpo. Ho sempre considerato le zecche un animale infame e non nascondo il fatto che contrarre questo Morbo è stato uno dei miei peggiori incubi. Non mi ha mai fermato dall'andare per boschi e monti, e non mi ha fermato nemmeno questa volta. Però è stata dura, due mesi di cura senza poter fare molto, antibiotici ogni 8 ore per un lungo periodo che hanno minato il mio essere sempre felice e sorridente. Grazie alla mia famiglia e agli amici più cari ne sono uscito, o perlomeno, spero di esserne uscito completamente. Alla fine fa tutto parte del gioco, la cosa fondamentale è non lasciarsi abbattere da una cosa negativa. La vita è fatta di alti e bassi, la nostra forza sta nel sapersi rialzare, a testa alta.

Cosi il 31 ottobre mi sono lasciato tutto alle spalle e con la compagnia della mia Elisa sono partito per il Canada ! E ora eccomi qua a Vancouver una delle città e dei posti più desiderati al mondo. 

Life is awesome :) 

Si riparte !!

Seconda tappa: Liechtenstein - Svizzera - Francia

Itinerario Verde della Via Alpina. Da Vaduz a Lenk

Eccomi qua, pronto a ripartire per l' avventura!

Domani arriverò a Vaduz in Liechtenstein, più o meno dove mi sono fermato un paio di settimane fa, da li il giorno seguente riprenderò il cammino lungo la Via Alpina. Giusto il tempo di aggiornarmi con qualche mappa e comprare del cibo e si riparte. Durante il prossimo mese passerò accanto a delle montagne che hanno segnato la storia dell'alpinismo e che ho sempre sognato vedere da vicino e finalmente il momento è arrivato: L' Eiger, il Cervino (Matterhorn) e il Monte Bianco ! Da ora in poi sarò accompagnato dalla mia tenda rossa, in modo da decidere più liberamente dove e come fermarmi a dormire.. Più libertà e più avventura !!

Life is awesome :)

Montagna e Progresso

"Montagna" è davvero sinonimo di comodità ?

E’ passato ormai un mese e mezzo da quando sono partito per compiere l’impresa di attraversare tutto l ‘arco alpino a piedi seguendo la cosiddetta Via Alpina. Ad oggi, martedì 12 luglio 2016, ho compiuto più di un terzo del percorso che mi sono programmato. Sono seduto ad un tavolo e guardo attraverso una grande vetrata le nuvole che si rincorrono e si ammassano sulle montagne. Piove e c’è un vento forte, a momenti la nebbia è cosi fitta che vedo solo grigio e foschia. Il rifugio nel quale mi trovo, prende il nome di Rif. Ponte di Giacchio e si trova nella valle di Fundres al confine tra il Trentino e l’Austria. E’ un rifugio di lusso, completamente nuovo, ricostruito nel 2015 per celebrare i suoi 100 anni di servizio sulle montagne.  Gli interni sono tutti in legno chiaro levigato e gli ospiti possono usufruire di ogni tipo di comodità. Mi guardo intorno, dentro e fuori il locale. Stando seduto qui, nonostante io mi trovi a più di 2500 metri dal livello del mare, non mi sento in montagna. Se butto l’occhio fuori posso indistintamente notare sentieri, rocce, cime e vallate ma di nuovo mi sembra di essere seduto in un albergo di città. Enormi vetrate spaziano su un panorama che solitamente mi crea gioia e passione, ora sinceramente non stimola in me nessun sentimento, solo apatia. All’interno della spaziosissima sala ci sono altre persone; alcune di loro hanno davanti un piatto di pasta super raffinato, altre fissano i propri cellulari mentre i gestori aspettano di incassare i soldi delle consumazioni. Dove sono finiti i libri di montagna da sfogliare accanto ad un fuoco ? Dove sono le allegre compagnie che sono solite dilettarsi con giochi di carte e canti ? Ma soprattutto dov’è finito quel piacevole, amichevole e caldo sentimento che dovrebbe procurare un rifugio di montagna ? Dove mi trovo in realtà ? Questo non è un accogliente rifugio, ma uno "stabilimento industriale" che ha come unico intento quello di incassare soldi, spremendo il più possibile la materia prima, che ,ahimè, in questo caso siamo noi camminatori e appassionati di montagna. Non sono stato accolto con un caldo benvenuto e un sorriso, ma con un freddo menù sul quale sono indicati i prezzi e le consumazioni. Ho pernottato in molti di questi rifugi durante il mio cammino attraverso Slovenia, Italia e Austria, e le sensazioni che ho avuto sono state sempre le stesse. Mi sembrava di trovarmi in un albergo a 5 stelle con ogni tipo di comodità. L’ andare in montagna ha sempre rappresentato un modo per conoscere e misurare le mie capacità di adattamento, la mia apertura mentale e forza fisica, e mi ha sempre suscitato quel senso di libertà e di appartenenza alla natura che pochi altri posti riescono a darmi. Misuro me stesso con le forze della natura e non cerco comodità, ma al contrario mi immergo in un mondo selvaggio e a tratti inospitale. Non sono contrario al progresso e, se vogliamo, alla modernizzazione, ma credo che a fianco di queste due cose debbano continuare ad esistere e ad essere rispettati quei valori e principi che hanno da sempre caratterizzato la montagna. Valori che troviamo ancora in quei rifugi a gestione familiare, rifugi gestiti da decine e decine di anni dalle stesse persone, gente che ama la montagna e tutti gli aspetti che ne derivano, persone che non si sono fatte abbindolare dal potere dei soldi, ma che hanno fondato la propria integrità con il duro lavoro e pura passione verso i luoghi che proteggono e custodiscono. Per fortuna di rifugi cosi ce ne sono ancora parecchi, e sono quelli meno frequentati dai turisti, perché non hanno quelle comodità che sempre più persone vanno oramai cercando. In questi rifugi però, ogni camminatore, è ben accolto con un sorriso, con amore e con passione. Storie vengono raccontate e storie vengono ascoltate. Sono posti in cui ognuno si sente come a casa propria, in cui la libertà e la purezza della montagna pervade l’animo di chi si attarda la sera a ridere e scherzare con altri “amanti” davanti ad un bicchiere di buon vino offerto dalla casa. Sono convinto che l’ambiente montano debba essere rispettato e valorizzato mantenendo quei principi che contraddistinguono lo spirito delle montagne e della natura che le accoglie. 

Questo fatto va di pari passo con la discussione che sta emergendo ultimamente tra i puristi e gli appassionati di montagna: il problema dei Passi, dolomitici in particolare, facilmente raggiungibili e sempre aperti e assaltati da un enorme quantità di turisti, specialmente d’estate. Mauro Corona e Reinhold Messner hanno apertamente parlato di questo problema, proponendo valide soluzioni e alternative, che spaziano dalla chiusura ( e quindi apertura) a fascia oraria ai mezzi motorizzati, al pagamento di un dazio di transito atto a ridurne la quantità o alla totale chiusura durante qualche giorno della settimana. Io sono totalmente d’accordo con il fatto di chiudere i Passi ai mezzi di motorizzazione propria a fascia orarie alterne o anche per giorni interi. Ovviamente verrebbero, di pari passo, istituiti dei servizi di Bus navetta, o simili, cosi che tutti possano raggiungere l'inizio dei sentieri. Durante la Via Apina ho svolto molte vie alternative di mia scelta, una delle quali è stata l’ Alta Via Numero 1. Ho percorso solo qualche giorno lungo questa famosa Via, e per la precisione dal lago di Braeis al Rifugio Lagazuoi, subito sopra Cortina d’ Ampezzo. 3 giorni camminando lungo quella che potrei definire un “autostrada” di montagna, migliaia di persone che grazie al facile raggiungimento dei rifugi tramite le svariate ovovie e funivie affollano i sentieri e le vallate in ogni dove. Il silenzio che di solito domina i Passi è costantemente disturbato e rovinato dal continuo via vai delle moto e delle macchine che a centinaia arrivano ai parcheggi e qualche volta persino fino ai rifugi. Ragazzi con attrezzatura di montagna, mentre altri in camicia con a fianco ragazze con i tacchi a spillo. E la cosa che mi ha creato più disgusto è stata la quantità di spazzatura che ho raccolto e portato a valle durante questi 3 giorni. Ultimamente si sente anche molto parlare della chiusura della famosa Ovovia di Staunies, sempre a Cortina d’ Ampezzo, che porta direttamente al Rifugio Lorenzi dal quale partono numerose e famose vie ferrate tra le quali la Via Dibona. In moltissimi, sui vari social network hanno riportato la loro disperazione dovuta all’improvvisa impossibilità di cimentarsi in queste ferrate, ma il fatto è che le ferrate cosi come il rifugio sono sempre e comunque raggiungibili con un paio d’ore di cammino e di sudore. Si legge sui giornali in questi giorni: “Chiude il Rifugio Lorenzi a causa della chiusura dell’ Ovovia”, ma allora io mi chiedo, siamo sicuri che questo sia un rifugio o stiamo parlando, come prima, di uno “stabilimento industriale” che ha come unico intento quello di fare soldi ? (Senza voler offendere i gestori, sto parlando del sistema in generale, non della gestione) Qualcuno dopo le dichiarazioni di Mauro Corona e Reinhold Messner ha voluto esprime il proprio disdegno affermando che chiudere i Passi sarebbe come compiere un atto egoistico e in qualche modo razzista; probabilmente a queste persone non piace ne sudare ne camminare. Per concludere. L’ alta montagna ha davvero bisogno di questo progresso e modernizzazione radicale che prevede l’ aggiunta di comodità di ogni tipo ? E’ davvero possibile descrivere come “razzista” ed egoista la volontà di preservarne i valori ed i principi ? Cerchiamo tutti di porci qualche domanda; perché sentiamo il desiderio di salire in alta montagna ? C’è davvero bisogno di tutte queste comodità ? 

Se la risposta è Si, mi verrebbe spontaneo rispondere: “andate al mare!”

The call of the wild - Il richiamo della foresta

Dai miei diari di viaggio

Foresta intorno a Tarvisio, durante l'attraversata carnica

3 Luglio 2016 - Auronzo di Cadore

Ho appena finito di rileggere questo fantastico libro di Jack London, “The call of the wild”, o , in Italiano, “Il richiamo della foresta”. Mi fa sempre di più innamorare di Buck e della sua storia. Un libro scritto volutamente con uno “stile” antico e pieno di morale. Libertà e sopravvivenza, seguendo la legge del più forte. Ma più di tutto racchiude tra le sue pagine quella sensazione di richiamo verso il selvaggio, verso un mondo apparentemente sconosciuto, ma che ascoltando l’animo, ricorda qualcosa di già vissuto. Un sentimento antico, puro e forte. Un collegamento con la foresta e la natura stessa.

Durante le mie lunghe giornate di cammino, mi capita di soffermarmi all’interno di una foresta in modo da coglierne a pieno l’essenza e lo spirito. Cosi dal nulla e senza preavviso fermo il ritmo dei miei passi e ammiro ciò che mi circonda. Di primo acchito mi sorprendo del silenzio che si cela tra gli alberi. La mente si sgombra dei pensieri che pervadono il mio animo di camminatore. Un silenzio soffice e appagante si impadronisce di me. Una sensazione piacevole rilassa i muscoli del mio corpo, di solito tesi e contratti per i lunghi chilometri percorsi sotto il peso dello zaino. Ad un primo sguardo sembra che gli alberi siano solo intorno a me, un piccolo cerchio verde, ma con il passare dei minuti si allarga sempre di più e la foresta diventa sempre più profonda e grande. Il soffice silenzio si trasforma in un silenzio cupo, misterioso, un silenzio che nasconde dei segreti. Piano piano mi rendo conto di cosa si tratta; una moltitudine di rumori si celano al suo interno. Riesco ora a percepire la voce degli alberi, il fruscio creato dal vento e le loro fronde. I leggeri movimenti degli abitanti delle foreste. Uccelli, scoiattoli, predatori, bruchi e farfalle. Questi rumori sono attenuati da un velo di muschio verde che ricoprendo quasi la totalità della foresta crea il senso del tempo, il senso degli anni trascorsi. Mi accorgo di trovarmi in un luogo antico, un luogo che ha vissuto più a lungo di quanto la mia mente possa immaginare, un luogo che ha sofferto il freddo degli inverni e amato le giornate di sole. Migliaia di colori diversi si scoprono ai miei occhi, uno dopo l’altro, intensi e allo stesso tempo vellutati, spenti e caldi in ugual misura. Abbasso lo sguardo dinnanzi a me e focalizzo la mia attenzione sul tracciato battuto che procede tra gli alberi. Una parte di me è già pronta e volta a seguirlo ma qualcosa mi trattiene. Mi guardo attorno in cerca di risposte e provo a lasciarmi andare, a seguire il mio istinto. C’è qualcosa, al di fuori del tracciato, che mi chiama. Il richiamo della foresta, il richiamo di ciò che essa cela. Perché devo seguire il sentiero ? Slaccio i tiranti dello zaino, lo sfilo e lo appoggio al suolo muovendo i primi passi tra gli alberi, lasciando il sentiero alle mie spalle. Mi addentro nella foresta preso da un senso di curiosità. Senza accorgermene mi muovo piano, attento a non fare rumore, come se non volessi disturbare il silenzio che mi circonda. Intravedo ora nuove figure, nuovi alberi e nuovi esseri che stando sul sentieri non avrei mai avuto modo di scoprire. Inconsciamente vado avanti, mosso da quel sentimento di curiosità e scoperta dell’ignoto che pervade la mia anima. Ricordi antichi di tempi lontani riaffiorano tra i miei pensieri, tempi in cui il mondo era quasi interamente ricoperto dalle foreste e l’ uomo era un tutt’uno con esse. Chissà se in tempi remoti un altro essere umano, armato di lancia o di frecce, stava qui immobile a scrutare il silenzio della foresta, appoggiandosi a questo stesso albero che in questo momento si trova innanzi a me. 

Sono convinto che ogni tanto faccia bene abbandonare il “sentiero”; chi ci dice che questo è il modo più sicuro di andare avanti ? Andare alla scoperta di qualcosa di non ancora conosciuto e, magari, già pronto, ci può aiutare a capire chi siamo realmente.

Tommaso

Germania!

Qualche giorno di riposo sul Mar Baltico

Alba incamminandomi verso il Monte Paterno nel parco naturale delle 3 Cime di Lavaredo

Sono finalmente arrivato in Germania. Nell' ultimo mese ho attraversato una miriade infinita di montagne. Una più bella dell'altra. La cosa che mi ha affascinato di più stando quasi sempre in quota è il fatto che girandomi e guardando indietro potevo quasi sempre intravedere da dove venivo, da dove ero partito quella mattina o addirittura dove mi trovavo qualche giorno prima. Riconoscere le montagne, più che le vette, i gruppi e le vallate. Guardando avanti invece mi perdevo a sognare e a fantasticare verso quale gruppo di montagne mi sarei diretto l'indomani. Quella vallata laggiù o quel Passo dall'altra parte ? Chissà qual'è il nome di quella montagna laggiù ? E cosi il giorno dopo riconoscevo il Passo che avevo visto la sera prima al tramonto e mi dicevo "ah allora è da qui che devo attraversare", e cosi via, giorno dopo giorno. Una mattina, dopo una notte passata al calduccio del Bivacco W.Brenninger in Sud-Tirolo, mi sono svegliato e uscendo all'aria aperta mi sono ritrovato in una bufera di neve! Neve il 15 di luglio ?? Ebbene si. Una sorpresa inaspettata ma accolta con un entusiasmo e una gioia tale da sembrare un bambino piccolo che vede nevicare per la prima volta. E' proprio per questo che sto attraversando le Alpi, per saziare quello spirito di avventura che mi fa sognare e vivere felice. Arrivare in Germania a piedi ha un valore aggiuntivo per me, la mia Elisa è tedesca e quindi mi ha fatto sentire bene il fatto di essere riuscito a raggiungere il suo paese solo con le mie forze e la mia volontà. Non nascondo che qualche volta questa volontà ha vacillato ma mi bastava dirigere lo sguardo intorno a me per far scomparire paure o perplessità. Ho attraversato posti solitari, selvaggi e silenziosi e altri invece molto turistici e quindi rumorosi e affollati, godendo ogni giorno del piacere di trovarmi all'aria aperta, con il sole, il vento, la nebbia o la pioggia. Fin ora è stata un esperienza meravigliosa sotto ogni punto di vista, e non vedo l'ora di ripartire alla scoperta della Svizzera, delle sue verdi vallate e le sue bianche cime. Ma prima ancora qualche giorno di riposo in ottima compagnia e in un posto che mi ricorda casa. La novità per i prossimi mesi è che da ora in poi camminerò da solo, Rose, la mia compagna di camminate è ripartita qualche giorno fa' alla volta della sua Australia. Chiunque abbia voglia di raggiungermi è ben accetto..a patto che abbia uno zaino in spalla e un po' di cioccolata :) 

Viva la vida

Si riparte !

Da Forni di Sopra alle 3 Cime di Lavaredo

Lago Volaia

Dopo la stupenda attraversata carnica, venerdi scorso sono arrivato a Forni di Sopra ! Ho attraversato posti straordinari e dopo un po' di pioggia presa in Slovenia il bel tempo mi ha sempre fatto compagnia su e giù le nostre montagne. Ho anche fatto in tempo a salire sul Coglians e a rifare la bellissima ferrata sul Monte Varmost. Negli ultimi 3 giorni mi sono dato da fare con le foto che ho scattato fin ora e devo dire che sono ampiamente soddisfatto dei risultati ottenuti, giudicate voi stessi :) 

Dopo questi giorni di riposo, si fa per dire, riparto domani con un altra cima..la mia preferita: Il monte Pramaggiore per poi dirigermi al tanto sospirato Campanile di val Montanaia ! Dopo di che proseguirò verso le 3 Cime di Lavaredo e successivamente giù per una parte dell' alta via numero 1. 

Life is awesome :)

A presto

Buona Montagna a tutti

Sezione in Slovenia ultimata !!

Stupenda Slovenia

Sezione Slovena della Via Alpina completata

Sono arrivato ieri sera a Tarvisio dopo aver completato, durante gli ultimi 6 giorni, la sezione Slovena della Via Alpina. La Slovenia mi ha assolutamente affascinato.. bellissime montagne e vallate stupende. I tracciati che abbiamo seguito sono stati semplicemente fantastici, laghi fiumi, alte cime, passaggi attrezzati e fitte foreste. La mappa che riporto qua ( Google Maps ) non è esattamente quello che abbiamo fatto perché alcuni rifugi erano ancora chiusi ma le varianti sono state altrettanto spettacolari se non anche meglio :) Non ho potuto usufruire del GPS in quanto per 6 giorni abbiamo vissuto in mezzo alle montagne e la batteria non dura più di una giornata.. Domani si parte per la tanto attesa Attraversata Carnica  seguendo il sentiero CAI 403 da Coccau fino al Peralba per poi dirigermi verso Forni di Sopra! Dove finalmente potrò postare qualche foto, ne ho già un migliaio credo. Non vedo l'ora di salire in cima al Coglians, in memoria dei vecchi tempi passati a Collina con gli amici di sempre.

Keep posted.

Life is awesome! :)

Lunedi 6 e Martedi 7

Gli ultimi 2 giorni 

Dal Rifugio G. Pellizzo a Kobarid (Caporetto)

Link alla mappa su Google Maps

Lunedì mattina dopo una bella dormita al Rifugio G. Pellizzo ci siamo diretti in cima al Matajur per poi ridiscendere fino a Caporetto (Kobarid in Sloveno). Lì abbiamo deciso di pernottare per poi salire il Monte Corno il giorno seguente. L'ufficio informazioni ci assicura che il bivacco in cima il Monte Corno è aperto così l'indomani ci svegliamo alla buon'ora e ci incamminiamo verso la vetta. Arrivati in cima, il bivacco è ovviamente chiuso cosi ridiscendiamo a Kobarid, ma compiendo un ampio anello. Una lunga sfacchinata.. Questo è quello che ne è venuto fuori:

Lungo anello su e giù dal monte Corno

Link alla mappa su Google Maps

In definitiva una gran bella sfacchinata, panorami stupendi e una vista spettacolare da lassù, anche con un po' di nebbia e nuvole. Sta mattina abbiamo raggiunto Tolmin e da domani ripartiamo lungo il sentiero Rosso della Via Alpina attraverso la regione dei 7 Laghi ed il parco nazionale del Tricorno. In una settimana più o meno inizieremo il sentiero CAI 403. La stupenda attraversata Carnica. Non vedo l'ora!

Per ora abbiamo fatto 85km in 4 giorni e più di 5000 metri di dislivello :)

Un buon inizio direi!

 

Con una mente libera si vive e si viaggia meglio

Partenza rimandata di un giorno: Sabato 4 

Avvicinandomi alla data che mi ero prefissato per la partenza, ossia domani 3 Giugno, ogni tanto avevo come l'impressione che mi stessi dimenticando qualcosa.. Eccitazione a mille, una voglia matta di iniziare il percorso ma ogni tanto percepivo come una lucina lontana che mi diceva "hey amico, ci sono anche io". Non c'ho mai dato peso e me ne sono dimenticato completamente. Sta sera mentre mi gustavo la mia ultima cene a casa questa lucina si è accesa improvvisamente: Mi sono dimenticato di ultimare una cosa molto importante per il proseguire della mia camminata quindi ho deciso di rimandare la partenza di un giorno. Stesso posto, stesso sentiero Cai 747 ma Sabato 4 Giugno invece di domani ;) Niente di grave. Anzi probabilmente meglio cosi dato che non avevo avuto modo di rilassarmi prima di iniziare. In fin dei conti che male c'è ? Non ho fretta e nessuno mi corre dietro, anzi un occasione in più che mi da modo di constatare che prima di iniziare un lungo viaggio è sempre meglio liberarsi la mente, rilassarsi e trovarsi a sorridere senza motivo. 

Life is Awesome :)

Uno squarcio colorato

Dopo un temporale c'è sempre una luce fantastica

Amo i temporali estivi, starei ore e ore ad ascoltare il rumore della pioggia e dei tuoni. Di solito sto alla finestra e, al riparo e all'asciutto, ammiro questo fenomeno. Fulmini che si inseguono e tuoni che si rispondono a vicenda. Mi affascina tantissimo. Tra pochi giorni sarò sempre all' aria aperta tra le valli e le montagne, e nonostante io ne sia totalmente affascinato dovrò fare attenzione a questi fenomeni e correre al riparo appena possibile. Con le forze della natura non si scherza e non si finisce mai di imparare. Dopo un bel temporale la luce che si crea è assolutamente affascinante. Timidi raggi di sole fanno breccia tra le nubi ancora scure e minacciose, creando fenomeni come questo.. Un motivo in più per mettere il naso fuori e meravigliarsi di questa natura che mi affascina sempre di più. 

VIA ALPINA

E' finalmente ufficiale: Via Alpina

E' finalmente ufficiale: una nuova lunga camminata sta per iniziare!

Il 3 giugno muoverò i primi passi di questa nuova avventura che mi porterà a camminare attraverso le 8 diverse nazioni che compongono la regione Alpina. Italia, ovviamente, Slovenia, Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera, Francia, e il Principato di Monaco. E' un sentiero escursionistico composto da 5 diversi tracciati, per un totale di più di 5000km e 342 tappe. Riporto il link ufficiale al sito della Via Alpina

Inizierò seguendo in parte il sentiero Giallo e in parte quello Rosso, passando a mio piacere da uno all' altro per tutta la prima settimana. Poi una volta raggiunta l' Austria riprenderò il sentiero Rosso fino alla Svizzera per poi intraprendere il tracciato Verde attraverso tutto il paese. Una volta raggiunto il Monte Bianco il mio piano è quello di intervallare il tracciato Blu a quello Rosso a seconda dei punti di interesse, fino a raggiungere il Principato di Monaco.

Sarà una camminata di 3000km più meno e, secondo i miei calcoli, impiegherò all'incirca 3 mesi e mezzo per portarlo a termine. Sempre se tutto andrà nel migliore dei modi e se il tempo lassù sui monti mi sarà clemente. Di solito ho un buon Carma :)

Sorridi alla vita e la vita ti sorriderà

Su questo Blog pubblicherò i miei progressi lungo il cammino, foto, pensieri, live video, incontri ed avventure. Collaboro con un paio di riviste sulle quali pubblicherò articoli e foto.

Rimanete sintonizzati !!